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GAME REPUBLIC PRENDE POSIZIONE SUL CASO RULE OF ROSE

Dicembre 2006 - Forte e decisa la reazione di Game Republic alla polemica socio-culturale sui videogiochi violenti, scatenata dall'articolo di copertina del settimanale Panorama sull'ultimo titolo della 505 Games, Rule of Rose. Contro la demonizzazione dell'industria di settore, contro i luoghi comuni che accusano i videogiochi di essere diseducativi e di istigare alla violenza, contro ogni forma di censura, Game Republic dedica uno speciale di sette pagine al caso, pubblicando un'intervista esclusiva a Motosuke Kuroda, uno degli sviluppatori del gioco.

Sul prossimo numero della più autorevole rivista multipiattaforma italiana, in edicola dal 5 dicembre 2006, la redazione della casa editrice Play Press Publishing - editore ufficiale per Sony PlayStation e leader di vendita nell'editoria specializzata dell'area videogame - prende posizione in merito alla vicenda, dando voce a chi se ne intende. "Troppo spesso i grandi media si sono occupati di videogiochi con superficialità, lanciando infondati attacchi senza tener conto dell'effettiva evoluzione del medium" afferma Sergio Pennacchini, responsabile editoriale di Game Republic. Ed è proprio in occasione dell'ennesima polemica sulla pericolosità dei videogiochi nata intorno a Rule of Rose che Game Republic ha deciso di affrontare l'argomento e di dire la sua facendo chiarezza sul caso. "Nel caos mediatico suscitato dall'articolo di Panorama - prosegue Sergio Pennacchini - sono stati interpellati politici e psicologici, ma nessuno ha pensato di dare spazio a chi lo ha ideato. Lo abbiamo fatto noi."

Game Republic fa intervenire, attraverso un'intervista esclusiva, Motosuke Kuroda, uno degli sviluppatori del gioco incriminato. Di seguito un breve ma significativo estratto dell'intervista: "Naturalmente anche in Giappone non ci sarebbe un solo genitore felice se il figlio giocasse con un videogame con questo tipo di contenuto. Ma se penso esclusivamente al mio divertimento, io compro anche dei libri di fotografie, romanzi, video, fumetti di cui in genere uno si vergogna a parlare apertamente (in ogni caso acquisto tutti prodotti legali). Ma non penso proprio di essere un maniaco. E' necessario controllare se i giochi siano adatti ai bambini. Me se questi sono creati per adulti, sono gli stessi adulti a doverli giudicare."

L'approfondimento di Game Republic sul caso Rule of Rose è mirato a smascherare le imprecisioni dell'articolo scritto da Panorama, allargando lo sguardo alle infondate e generalizzate denunce da parte dei grandi media al settore videoludico per far capire, a chi non se ne intende, che i videogame non sono fruiti solo dai bambini ma sono un mezzo di comunicazione come tutti gli altri, a cui va riconosciuta una volta per tutte la propria dignità. "Il fatto che esistano dei videogiochi per adulti non può essere considerato un problema da risolvere con la censura" interviene Cecilia Paolini, redattrice di Game Republic. "Non farei mai leggere Bukowski al mio nipotino di otto anni, ma certo sarebbe svilente non trovare più 'Post Office' sugli scaffali delle librerie solo per paura che mio nipote possa acquistarlo. La verità è che nessuno si scandalizza più per un libro o per un film, ma i videogiochi, purtroppo, fanno ancora paura."


Nata nel 1998, Play Media Company è oggi una delle più importanti realtà editoriali nel panorama italiano. Editore Ufficiale per Sony PlayStation dal 2001, Play Media Company è leader assoluto nel marcato editoriale dei videogiochi con 7 pubblicazioni mensili, numerosi speciali e tre siti internet dedicati. Anche nel settore informatico detiene una posizione di prestigio grazie anche alla licenza ufficiale di Microsoft per Windows Vista e oltre dieci mensili specializzati. Oltre al mercato dell'home video, Play Media Company pubblica anche numerosi manga giapponesi e, di recente, ha fatto il suo ingresso nel settore lifestyle con una rivista dedicata al mondo del golf (Golf Punk), una allo yoga (Yoga Magazine), un femminile (Notebook) e un maschile (Outside).
Con 37 pubblicazioni in edicola, Play Media Company vanta oggi un bacino di circa 1.980.000 lettori ogni mese con un fatturato annuo di circa 20 milioni di euro.


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